Perchè pensare ad un motore elettrico per un’imbarcazione?

Per un'imbarcazione è meglio un motore elettrico oppure ibrido?

Entrambi sono sistemi di propulsione in cui le eliche sono mosse da motori elettrici.

Il motore elettrico “puro” è un motore che per funzionare attinge dalle batterie e queste, a loro volta, possono essere ricaricate da:

  • rete elettrica quando siamo ormeggiati in banchina;
  • quando andiamo a vela (se previsto dal costruttore);
  • da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico ecc..).

E' definito motore ibrido quel sistema che si sposta grazie ad un motore elettrico, ma per la ricarica delle batterie (oltre a quanto sopra, se del caso) conta anche su un gruppo elettrogeno (chiamato anche diesel generatore o genset) oppure, in alternativa, su un motore diesel in linea d'asse con quello elettrico che può essere vincolato o svincolato da quest'ultimo; ne risulta in questo caso che posso andare a motore, ad elettrico oppure a motore più elettrico per avere maggior potenza.

In questa pagina prenderemo in considerazione solo il motore elettrico ed il motore ibrido con genset.

Ma facciamo un approfondimento sullo scafo e sulla potenza del motore che lo spinge.

Ogni scafo ha una sua propria velocità limite (VL). Questa la possiamo addirittura calcolare prima ancora del primo varo.

In questo approfondimento ci interessa perché, per fare due conti sulla durata delle batterie e le potenze in gioco, dobbiamo prima sapere che quanto più ci avviciniamo alla velocità limite, tanto più lavoro dobbiamo fare per vincere la resistenza all'avanzamento dello scafo. Ad esempio, poniamo il caso di uno scafo motorizzato per raggiungere tale velocità (la VL), al 50% della velocità limite non stiamo utilizzando il 50% della potenza del motore ma, molto probabilmente, solo il 20 - 30% ; quanto più ci vorremo avvicinare alla velocità limite, tanto più dovremo spendere di energia (Kw) per spingere lo scafo.

In soldoni, se un ipotetico 12mt con una VL di 8 nodi lo vogliamo mandare a 7 nodi possiamo avere bisogno (approssimativamente) del 65% della potenza necessaria per raggiungere la VL.

Piccolo inciso: il lavoro è misurato in Watt e la potenza di un motore non è altro che la misura di quanto lavoro può fare un dato motore ed infatti anche le potenze si misurano in Watt e suoi multipli (KW, MW ecc...)

Prima di capire cosa ci conviene installare, dobbiamo fare il punto sulle batterie che sono un po' come il serbatoio del motore che siamo abituati ad usare: più è grande, più abbiamo autonomia, ma più risorse dobbiamo spendere per fare il pieno!

Se hai un gozzo col quale fai tra le 3 e le 8 miglia, quando esci (che è la media della stragrande maggioranza) non hai bisogno di 5 ore di autonomia alla massima velocità. Va bene che oggi la tecnologia del litio ci offre alte capacità in spazi e pesi minimi se li paragoniamo alle vecchie batterie al piombo, ma non esagerare! Basta molto meno per essere sempre in sicurezza: infatti dobbiamo tenere sempre in considerazione che:

  1. non andiamo sempre alla massima velocità (vedi sopra);
  2. un motore elettrico consuma energia proporzionalmente a quanto “spinge”;

Dunque, che cosa ti conviene? Ibrido o elettrico?

Sia vela che motore, se solitamente getti l'ancora nei pressi del porto dal quale esci, un elettrico con un banco batteria che ti da autonomia per 45 minuti alla massima velocità ti sarà più che sufficiente.

Se hai una barca a motore e ti piace andare a fare il giro della Corsica o della Sicilia, planante o meno che sia, è necessario un genset col quale alimenterai il sistema e sarai un marinaio felice: un genset gira ad un basso numero di giri ed è ottimizzato per dare a quel numero di giri la massima efficienza (in termini di corrente) e il minor rumore/vibrazione, consumo di carburante ed, inoltre, lo puoi isolare acusticamente in maniera sorprendente. Il risultato sarà un incremento del comfort in navigazione, un decremento della manutenzione ed un risparmio sulla spesa del carburante. Infatti un genset che “spinge” un elettrico paragonato ad un motore tradizionale risulta essere molto, molto meno dispendioso alle voci carburante, manutenzione ordinaria e straordinaria.

Se la tua barca è a vela e fai navigazioni più o meno lunghe per recarti in vacanza nella zona che preferisci, la scelta è una questione relativa solo al tuo stile: se sei pronto ad accendere motore ogni volta che il vento non ti offre la condizione di velocità o di rotta o di sbandamento ideale, allora scegli l'ibrido e scoprirai i vantaggi della propulsione elettrica di cui al punto precedente, ma se sei un marinaio che ama la vela e che volentieri fa passeggiate anche a 2 nodi oppure con un fazzoletto a riva e falchetta in acqua, allora scegli un modello con la funzione di ricarica in trascinamento e darai energia alle batterie ad ogni bordo!

Quali sono i buoni motivi per passare ad un motore elettrico?

Per i costi ridotti:

Al giorno d’oggi un litro di gasolio nei porti costa circa 2 €/Lt. Un 30 kw consuma da 3 a 6 lt/h a seconda della sua vetustà e a seconda dello scafo che equipaggia. Tradotto in termini pratici questo vuol dire che se sono fermo in rada e voglio ricaricare gli accumulatori per la birra fredda, la lettura serale, la musica ed il salpancora sono costretto a spendere almeno una decina di euro al giorno. E non mi sono ancora spostato. E se navigo anche quando c’è bonaccia? Quante ore faccio in un anno? E nei prossimi dieci anni? Per non parlare di tutti quelli che escono dal porto, fanno 30 minuti di navigazione, gettano l’ancora e dopo qualche ora rientrano in porto. Perché tutti questi non dovrebbero avere una barca ad emissioni zero, manutenzione zero, costi di esercizio zero?

Inoltre ogni 300 h di uso ad un motore deve essere sostituito il lubrificante, i filtri dello stesso oltre ai filtri carburante, le giranti, il liquido refrigerante, l’olio dell’invertitore etc.
Costi manutenzione straordinaria: ogni 3 o 4 anni dobbiamo provvedere alla revisione dell’impianto refrigerante, i silentblok, la turbina, la pulizia degli scambiatori di calore per mantenerne l’efficienza, ogni 7 o 8 dobbiamo revisionare certe guarnizioni, il sistema di iniezione del carburante, oltre a ripetere quel che già abbiamo fatto 3 o 4 anni fa; ogni 10 o 12 anni il gruppo termico, gli imbiellaggi, cuscinetti a sfere, le fasce elastiche, la linea della marmitta etc. vanno revisionati se non vogliamo sorprese in mare o peggio ancora all’imboccatura del porto… Molta perseveranza e soldi. Se non sopraggiunge prima un guasto come tanti.

Per il comfort:

Il rumore, specie se protratto per ore, non piace a nessuno.

Per la sicurezza:

Il motore diesel, che tanto rassicura con il suo inconfondibile rumore e tanfo, in realtà è una tecnologia con un elevato grado di complessità per utenti non esperti e, nonostante la gran parte si senta serena a sentirne uno in moto, quando questo si spegne per avaria pochissimi sanno dove mettere le mani per attuare la soluzione. Se oggi le navi da lavoro, quelle da guerra, le cargo e passeggeri (il 100%) usano esclusivamente la motorizzazione elettrica è per un grado maggiore di manovrabilità, risparmio e soprattutto sicurezza in termini di affidabilità.

Per l’ambiente:

Se ne parla tanto, ma cosa stai facendo tu per non peggiorare una situazione già compromessa?

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